L’energia aliena è un tema che affascina molte persone: ma possiamo davvero rilevarla con strumenti reali?
Prima di rispondere, è importante capire cosa significa davvero “energia” e cosa possiamo misurare concretamente.
Il termine “energia” viene dal greco “enérgeia”, ovvero “attività in atto”. In fisica, misuriamo forme precise di energia: calore, luce, campi magnetici, infrarossi, suoni, radiazioni, pressione e vibrazioni. In commercio abbiamo strumenti come termometri, rilevatori di Gauss per il magnetismo, fotodiodi per la luce, sensori infrarossi, microfoni per le onde sonore, barometri per la pressione, accelerometri per i movimenti, igrometri per l’umidità e molti altri.

Se qualcuno mi chiedesse di rilevare un alieno, il punto è che non sappiamo quale energia emanerebbe. Ma sappiamo che possiamo rilevare variazioni reali nei campi che conosciamo. In Energia Quantica Lab combiniamo questi strumenti per misurare cambiamenti prima e dopo esperimenti o trattamenti. Non inseguiamo l’ignoto, ma lavoriamo su dati reali. In questo modo, con un approccio aperto e concreto, creiamo strumenti che ci aiutano a capire, misurare e crescere.

Facciamo un esempio pratico
Facciamo finta di aver costruito una piccola macchinetta sperimentale composta da diversi sensori e da alcuni emettitori.
La macchina potrebbe avere, ad esempio:
- un sensore di campo magnetico
- un sensore di luce
- un sensore di temperatura
- un microfono per le vibrazioni sonore
- e magari un piccolo generatore di frequenze o un emettitore di luce colorata
L’idea è molto semplice: usare questi strumenti per osservare se succede qualcosa quando un oggetto viene sottoposto a un certo trattamento o si è in presenza di una entità.
Il metodo è sempre lo stesso: misurare prima, applicare un trattamento, e poi misurare di nuovo.
Esempio 1 – Test con un emettitore di frequenze
Prendiamo un oggetto qualsiasi: ad esempio una pietra, un pezzo di legno o una piccola piastra metallica.
Fase 1 – Misurazione iniziale
Prima di fare qualsiasi cosa, osserviamo l’oggetto o l’ambiente con i nostri strumenti.
Possiamo misurare il campo magnetico con un rilevatore di Gauss, osservare eventuali variazioni con altri sensori e fare anche una valutazione radiestesica.
Questo ci dà una situazione di partenza.
Fase 2 – Esposizione alla frequenza
A questo punto utilizziamo il nostro emettitore di frequenze.
L’oggetto viene esposto a una frequenza specifica per un certo periodo di tempo, ad esempio 10 o 20 minuti.
Fase 3 – Nuova misurazione
Terminato il trattamento, ripetiamo esattamente le stesse misurazioni fatte all’inizio.
Se notiamo una variazione — ad esempio nel campo magnetico o nella risposta radiestesica — possiamo registrare il risultato.
Questo non significa che abbiamo scoperto una legge scientifica, ma indica che quella frequenza potrebbe avere prodotto un effetto osservabile.
A quel punto l’esperimento può essere ripetuto più volte per capire se il risultato si ripresenta.
Esempio 2 – Esperimento con luce colorata
Un altro esperimento molto semplice riguarda l’uso della luce colorata.
Prendiamo un oggetto qualsiasi: un cristallo, un piccolo oggetto metallico o anche un contenitore con acqua.
Fase 1 – Misurazione iniziale
Come prima cosa misuriamo l’oggetto con i nostri strumenti: sensore magnetico, sensori ambientali e osservazione radiestesica.
Fase 2 – Esposizione alla luce
L’oggetto viene poi illuminato con una luce colorata, ad esempio rossa, blu o verde.
Possiamo lasciarlo sotto la luce per 15 o 30 minuti.
Fase 3 – Misurazione finale
Dopo il trattamento ripetiamo tutte le misurazioni.
Se il rilevatore di campo magnetico mostra una variazione, oppure la misurazione radiestesica risulta diversa rispetto all’inizio, possiamo annotare il risultato.
A questo punto possiamo ripetere l’esperimento cambiando alcune condizioni:
- colore della luce
- tempo di esposizione
- tipo di oggetto
Con il tempo si raccolgono osservazioni e si capisce se certe condizioni tendono a produrre cambiamenti più evidenti.
Lo spirito di questo tipo di ricerca
Il punto non è dimostrare subito qualcosa di definitivo.
Il punto è osservare piccoli cambiamenti.
Misurare prima.
Applicare un trattamento.
Misurare dopo.
Se troviamo differenze, abbiamo un indizio interessante che vale la pena esplorare meglio.
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